martedì 25 gennaio 2011

Ricordo di Gian Franco Lami

Due episodi per ricordare Gian Franco Lami, scomparso improvvisamente all’età di 65 anni domenica scorsa. L’intervista che rilasciò al tg1 nel 2008 durante lo svolgimento del convegno evoliano “Evola e la politica”, organizzato a cadenza fissa biennale ad Alatri. Il dono della sintesi e al tempo stesso l’entusiasmo coinvolgente. Lo stesso entusiasmo che riversò qualche mese dopo in provincia di Rieti alla presentazione del mio libro sulla contestazione (1968. Le origini della contestazione globale), cortesemente invitato dai suoi ex allievi della Sapienza di Roma.
In queste poche righe c’è il Lami che ho conosciuto, lo studioso di Julius Evola, l’accademico che offre il suo contributo alla “Fondazione Julius Evola”, una guida per gli allievi in cerca di emozioni letterarie, un “metodista” esperto e sicuro di sé. Lo volli – fra i primi – per rispondere alle domande del libro che pubblicai nel 2008 su Evola (Il Maestro della Tradizione), certo delle sue risposte avvedute. Scoprii anche un uomo incline alla battuta di spirito. Di Evola, Lami è stato fra i più noti studiosi. Curando parte dei volumi della serie edita dalla Fondazione, la “Biblioteca evoliana” ha introdotto – fra i primi – la particolare cura del contesto storico in un ambiente facile agli slogan e alle citazioni-motto. Fra i pochi ad aver realmente conosciuto Evola, serbava di lui il ricordo “normale” di un anziano “filosofo”; questa lezione di normalità o quasi-normalità Lami teneva ben in mente quando organizzava le conferenze ad Alatri, invitando i maggiori esperti del pensiero del “maestro della Tradizione” da ogni città d’Italia. Nell’anno in cui partecipai anch’io (2008), erano presenti fra gli altri, Giano Accame, Piero Di Vona, Renato del Ponte e Gianfranco de Turris.
Di de Turris è uno dei ricordi più commossi: «Lami è riuscito a far apprezzare un pensatore assai indigesto come Evola all’Accademia italiana», allievo di Augusto Del Noce ha creato attorno a sé la “scuola romana di filosofia politica” mandando avanti studi su autori anticonformisti che trovavano difficile asilo da qualsiasi altra parte; infine non del tutto sordo alle seduzioni del moderno, ha curato il sito della “Fondazione Evola” inserendo saggi degli allievi, corrispondenza, fotografie e novità editoriali. E anche Vitaldo Conte, curatore della mostra dedicata a Evola nel 2005 a Reggio Calabria, ricorda con commozione Lami intellettuale e ottimo organizzatore: «il suo pensiero era strutturalmente tradizionale ed elegante» dice, «ma non era sordo a riflessioni innovative». Dopo Franco Volpi e Giano Accame, il libero pensiero perde così un altro dei suoi più appassionati alfieri.

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