giovedì 20 gennaio 2011

Questo "post" non ha titolo, perchè non è un articolo che generalmente pubblico o ripubblico sul pasoliniano "Scandalizzare è un diritto". Ieri ho "sciroppato" undici pagine di cronache e commenti sul "Corsera" sul cosiddetto caso Ruby. Ma c'è una cosa che non ho ancora capito... Anzi due. La prima: dato che alla fine avevo più dubbi che in principio, avrò mica sbagliato quotidiano?... La seconda (che colloco a monte): non ho capito se sono nate prima le puttane o i puttanieri... O magari insieme (parto gemellare). Perfino un giornale "freddo" come il Corrierone - scherzi a parte - è intriso di moralismi del tutto fuori luogo. Moralismi e luoghi comuni. Uno dei pochi a "salvarsi" e non poteva essere diversamente è il liberale doc Piero Ostellino, che si schiera in difesa delle ragazze sbattute in prima pagina come mostri, come parti degeneri di una società senza morale, anzi senza etica. Credo (credo), invece che l'Italia stia attraversando - forse "merito" indiretto di Berlusconi - uno dei suoi momenti più veri e genuini almeno dalla fine degli anni Quaranta. Platonismi da fascisti fuori quota, idealismi da furbetti imbandierati di rosso, "verità" cristiane che nascondono la pornografia degli uomini di chiesa, romanticismi  da romanzetto Harmony, decadentismi - patetici-decadentismi - con maschera e ossigeno, ipocrisie sovrastrutturali da comare con figlia vergine fino-alla-notte-di-nozze... ecco ciò che ha sporcato la nostra vita, non  il "matrimonio" sesso-potere, non l'utilizzo del corpo per ottenere favori, guadagnare o fare carriera tout court (tutti lo utilizzano, il "corpo": l'attore, il presentatore, l'adolescente, il bottegaio, la prostituta, l'insegnante, il professionista, perfino Erica Jong).  Torniamo al giovane Marx che ha rovesciato l'hegelismo più assurdo? Torniamo a Nietzsche (lasciando perdere i nietzscheani, però, quelli che hanno problemi a districarsi fra il Dio-unico, Dioniso e Riina)? Torniamo al pensiero liberale (vero Berlusconi?), quello che pone al centro l'individuo e non lo imbriglia nella rete di pseudovalori e istitizioni (bandiere, comunità fasulle, chiese) che lavano il cervello ai più deboli? Torniamo a Tocqueville e al libero e "laico" associazionismo? Torniamo alle libertà-liberali e non a quelle "moderne" della falsa democrazia di chi trucca i concorsi nelle università e poi parla di "responsabilità", il giorno dopo seduto in cattedra? Torniamo alle (vere) avanguardie capaci di bonificare le paludi dell'interesse e del larvato dispotismo? Torniamo alla scienza - ai principi della scienza - al falsificazionismo - e aboliamo le stronzate di medium, filosofi dell'aldilà, furbi e coglioni vari? Torniamo alla bellezza, con tutte le sue oggettive implicazioni di potere e sessuali, senza le ipocrisie e le invidie dei cattocomunisti?... Dopodiché - o magari prima - liberiamoci della zavorra-Berlusconi, creiamo una nuova classe dirigente (che non si faccia impallinare da un Vendola o da un Di Pietro qualsiasi) e rivoluzioniamo in senso liberale la nostra vita. Iniziamo da "noi", prima di tutto, dalla fiducia in noi stessi. 

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