venerdì 23 novembre 2012

L'uomo che cavalcava la tigre


A scanso di equivoci e chiedendo scusa a Filippo Tommaso Marinetti. Realtà e finzione, condotta della vita – così la chiamavano i filosofi pragmatici – e tostissima simbologia. O in un modo o nell’altro. Per capire chi fosse e cosa volesse dalla vita (per sé, per gli altri ma non per tutti) Julius Evola, barone immaginario e siciliano mancato, si può scegliere un pensiero anziché un altro. Purché si avanzi senza tema d’altrui ferocia.
Ce ne sarebbero altre, di strade, di cui si dirà domani. Battute da dipendenti pubblici e studenti. Ben pagati i primi, immersi nel conformismo incapacitante de “la democrazia è forma di governo da kali yuga” i secondi (e smaniosi di un’occupazione di prestigio). Per il momento rammentiamo la lettera che Stefano Arcella tirò fuori, tempo fa, di un Evola ossequioso verso l’odiato Giovanni Gentile (Fondazione Julius Evola, 2000), che diceva così. Ma proprio così: «Ill. mo Professore, mi perdoni se vengo a Lei per una piccola raccomandazione: vorrei pregarLa di non essere troppo severo nei riguardi di un mio articolo». Eccetera. Anno 1927 e roba da italiano-tipo. Poi, c’è l’Evola da Cappella Sistina mago-barone, supereroe e superfascista (il fascismo fu già quel che fu, figuriamoci una versione super), armigero con penna e pennello. Il “fratellastro” che bombarda la modernità – dal parlamento ai jeans – e ispira poeti e romanzieri. Year after year, bisestili compresi.
Nella pentolaccia degli evolisti: artisti e novellieri possiedono il cuore di Biancaneve, ma altri quelli della strega. Gli evolisti sono come i comunisti, su cento uno è in buona fede. Fra i buoni Gianfranco de Turris, galantuomo, nato nella destra anni Settanta: con una quantità di sostenitori che tallona il debito pubblico. Con lui Alberto Henriet: cinquantenne di Aosta distinto prosatore fantasy. Il primo è prefatore, il secondo autore de L’uomo che cavalcava la tigre. Il viaggio esoterico del barone Julius per i tipi della Tabula Fati. Saggio? non proprio. Romanzo? no di certo. Allora? Allora: viaggio esoterico all’interno dei quadri di Julius Evola, che includono la vita stessa di Julius Evola, che a sua volta completa quella di compagni e conoscenti. È un gioco (naturalmente): cavalieri, alchimisti, visioni e sdoppiamenti. Fino all’intervista impossibile, la circonferenza perfetta: Evola mostrerà se stesso prima di fissare la morte.

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